giovedì 28 febbraio 2019

3 MARZO 2019: Primarie del Partito Democratico


Domenica 3 marzo hai un appuntamento importante: quello con la democrazia. Partecipa alle primarie e scegli tu il nuovo segretario del Partito Democratico.
Possono votare tutti i cittadini Italiani maggiori di 16 anni, i cittadini dell'UE e di altri paesi residenti in Italia.
Basta andare al proprio seggio tra le 8,00 alle 20,00 con documento d'identità e tessera elettorale e barrare una sola lista collegata al candidato prescelto.

Di seguito gli appelli dei 3 candidati:

APPELLO DI MAURIZIO MARTINA

Care Democratiche, cari Democratici,
mancano ormai poche ore alle Primarie di domenica 3 marzo. Un appuntamento importante che, personalmente, mi emoziona ogni volta perché rappresenta la volontà del nostro popolo di scegliere, discutere, incontrarsi.

Un esercizio fondamentale di democrazia e passione che la comunicazione aggressiva, negativa, cattiva di Lega e 5 Stelle, non riesce ad intaccare.

Noi siamo quelli che hanno voglia di fare fatica, di servire il proprio Paese e non il proprio capo, di guardarci negli occhi. Tutto questo non può essere sostituito da una felpa, un selfie o una presunta votazione via internet.

Il nostro compito, in questa fase così difficile, è proprio quella di produrre un'importante azione culturale, forse prima ancora che politica, capace di riannodare i fili sociali del nostro Paese. L'individualismo assunto a modello, l'odio, la diffidenza, il rancore, producono i disastri, sociali e politici, che il Governo Salvini – 5 Stelle sta facendo.

Per fermarli serve un Partito forte, solidale, autorevole nel quale ciascuno di noi si possa sentire a casa propria partendo dalla giusta rivendicazione delle cose fatte dai nostri Governi senza perdere l'inquietudine per quello che non siamo riusciti a fare, a spiegare o a migliorare.

Nei mesi da Segretario e negli anni da Ministro ho confermato la mia idea che soltanto lavorando insieme - con fiducia reciproca, senza personalismi, con il rispetto di tutti, con la chiarezza che non si più tornare indietro o confonderci con chi, come i 5 Stelle, rappresentano uno dei problemi del Paese – è possibile raggiungere quei traguardi dei quali il Paese ha bisogno.

Cari Democratici, buone Primarie a tutti noi.
Maurizio Martina

APPELLO DI NICOLA ZINGARETTI

Il 3 marzo saranno primarie per l'Italia. Anzitutto, una grande giornata di mobilitazione popolare, per ridare una speranza a un Paese oggi ostaggio dell'odio, del rancore e dell'incapacità. Solo un nuovo Partito Democratico e un centrosinistra diverso potranno garantire all'Italia il futuro che merita. Il 3 marzo dobbiamo superare le divisioni e ritrovare l'entusiasmo con cui siamo nati. Possiamo farlo insieme. L'Italia ha bisogno di un nuovo Partito Democratico.

Ogni giorno emerge con sempre più forza il fallimento del governo gialloverde. Il Paese è in emergenza: manca la fiducia, l'industria soffre; il lavoro continua a essere poco, si perde o, quando c'è, troppo spesso assomiglia a sfruttamento; le nuove opere sono bloccate.

Viviamo anche un'emergenza civile e democratica. Stanno trasformando l'Italia in un Paese più cattivo e meno sicuro: crescono gli episodi di razzismo, aumenta la violenza fisica e verbale contro le persone più fragili, crescono le brutalità machiste contro le donne.

Il rischio è che ora Salvini e Di Maio si buttino all'attacco delle Istituzioni democratiche, per nascondere i loro disastri. Non possiamo permetterlo. Dobbiamo essere forti e uniti.

Noi siamo l'Italia che vuole costruire un futuro di giustizia sociale. Siamo l'Italia che marcia insieme a migliaia di giovani che si battono per lo sviluppo sostenibile e salvare il futuro del pianeta.

Per essere all'altezza di sfide così grandi dobbiamo voltare pagina. Nel nostro Paese esistono energie vive per costruire una nuova alleanza: il centrosinistra delle persone.

Il 3 marzo è un'occasione da non perdere.
Domenica 3 marzo votiamo per dare una speranza e un futuro all'Italia democratica.
Nicola Zingaretti

APPELLO DI ROBERTO GIACHETTI

C'è chi pensa che quello che abbiamo fatto al governo del paese con Matteo Renzi sia da cancellare, comprese le riforme preziose per il nostro Paese;
c'è chi pensa che noi dobbiamo avere nostalgia di un centrosinistra che c'era prima del PD; che dobbiamo costruire una nuova Unione con 11-12 sigle di partitini che litigano su tutto e sono incapaci di governare che possono vincere un'elezione ma non possono governare.

C'è chi pensa che dobbiamo avere nostalgia di D'Alema e Speranza;
c'è chi pensa che i populisti si battano alleandosi con loro, con i protagonisti del governo più di destra e pericoloso della storia della Repubblica.

C'è chi pensa sostanzialmente che le soluzioni dei nostri problemi siano nel passato remoto e vuole addirittura cancellare il Partito Democratico perché quando si parla di cambiare nome, simbolo, quando si vogliono cancellare le primarie, la vocazione maggioritaria, quando si vuole cancellare la coincidenza fra segretario e candidato premier significa che in realtà si vuole cancellare il PD.

Invece c'è chi crede che le soluzioni ai nostri problemi siano nel proseguire, nel rendere più forte e più attuale l'azione di cambiamento che ha avviato Matteo Renzi e nel futuro che possiamo costruire. Per questo venite a votare domenica, perché fra chi sceglie con i click e i fake di Casaleggio e chi comanda come un padrone come Salvini, noi dobbiamo avere l'orgoglio di una comunità che fa scegliere ai propri elettori. Il 3 Marzo ai gazebo per non tornare indietro, ma per andare #SempreAvanti

Roberto Giachetti e Anna Ascani

domenica 24 febbraio 2019

25 Febbraio 2019 – PD SARONNO - Incontro sul tema: “SIAMO IN RECESSIONE”

Lunedì 25 Febbraio il circolo del Partito Democratico di Saronno organizzerà un incontro pubblico per parlare di politica economica ed in particolare degli effetti della legge di bilancio 2019 e del "Decretone".
Per chi volesse partecipare, l'evento si terrà a Saronno in villa Gianetti (sala del Bovindo) alle ore 21.


domenica 10 febbraio 2019

10 Febbraio 2019: Giorno del ricordo per le vittime delle foibe



"Le Foibe e l’esodo di 350.000 italiani sono una pagina tragica della storia italiana per troppo tempo negata. Con l’indizione del 10 febbraio Giornata del Ricordo, il Parlamento italiano ha restituito a quella tragedia il posto che le spetta nella storia del Paese, rendendo onore alle vittime delle foibe e alle centinaia di migliaia di donne e uomini scacciati dalle loro case e strappati dalle loro radici per il solo fatto di essere italiani. Episodi di violenza compiuti dall'occupazione italiana della Jugoslavia non possono essere invocati per giustificare quella che alla fine della seconda guerra mondiale fu una vera e violenta pulizia etnica contro le comunità italiane di Istria, Dalmazia e Quarnaro. 
Chi crede nei valori di pace, libertà, democrazia, dignità umana non può avere dubbi nel riconoscere la tragedia delle foibe e rendere onore alle sue vittime"

Pietro Fassino



Perchè il Giorno del ricordo si celebra il 10 Febbraio

venerdì 1 febbraio 2019

Decreto Sicurezza: uno strumento di propaganda alla ricerca di consenso elettorale




Il ddl sulla sicurezza, chiamato anche "decreto Salvini" è stato fortemente criticato dal Partito Democratico sia per l’impostazione che per i contenuti.

Innanzitutto sovrappone in modo scontato e automatico il tema della sicurezza e quello dell'immigrazione affrontando quest'ultimo argomento solamente in modo propagandistico, giudicando l’immigrato solo per la sua condizione e non per i suoi comportamenti e cavalcando la rabbia e la paura di molti italiani anche in assenza di quell'emergenza che potrebbe giustificare misure straordinarie. Se poi si entra nel merito delle misure contenute nel decreto, queste appaiono non solo inefficaci ma addirittura controproducenti per gli effetti che determineranno. Si mira a distruggere un sistema che certo può essere migliorato ma che ha dimostrato di poter funzionare senza prevedere un’alternativa e per giunta senza prevedere risorse adeguate per favorire i rimpatri.

Entrando nel merito del testo, l'abolizione dell'istituto della protezione umanitaria è il provvedimento più importante del decreto. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, contestualmente all'emanazione del decreto legge su migranti e sicurezza, ha richiamato l'articolo 10 della Costituzione nel quale si  afferma che "l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici". L’istituto della protezione umanitaria, che si aggiunge alla protezione internazionale, riconosciuta in tutta l'unione Europea, nelle due forme dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria, è stato introdotto per dare piena attuazione all'articolo 10 della nostra Costituzione, e all'articolo 33 della Convenzione di Ginevra, che ha consolidato il divieto di espellere o respingere "in qualsiasi modo,  un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate".
Con il "decreto Salvini" questo tipo di permesso di soggiorno non potrà più essere concesso dalle questure e dalle commissioni territoriali e sarà "sostituito"  da un permesso di soggiorno per alcuni "casi speciali", cioè per alcune categorie di persone e in caso di "atti di particolare valore civile".
Tra questi casi non rientrano i minori non accompagnati che, una volta usciti dal sistema di protezione dello Stato e senza una famiglia che li sostenga, rischieranno di trovarsi privi di qualsiasi forma di protezione e in condizione di particolare vulnerabilità. Aver reso più difficoltoso il rilascio dei permessi significa che molti stranieri si troveranno in una situazione di soggiorno irregolare.

Arriviamo quindi al paradosso di un decreto che è stato presentato come uno strumento con cui combattere l’illegalità ma che invece produrrà illegalità e di conseguenza insicurezza sia reale che percepita.

Se ad una persona si da la prospettiva di un percorso di integrazione che prevede la possibilità di un permesso di soggiorno, di poter trovare un lavoro, di avere una residenza, di poter accedere a tutti i servizi offerti ai cittadini Italiani, allora la persona sarà stimolata e avrà tutto l’interesse ad una condotta di un certo tipo. Se invece la si emargina, facendola diventare irregolare, sarà indotta ad avvicinarsi ad attività illegali.

Un altro provvedimento che riteniamo gravissimo è lo smantellamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), che è il circuito di accoglienza gestito dai Comuni e considerato un modello virtuoso che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, consente di accedere, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi in materia di asilo.
Con l’approvazione del decreto, questi servizi di accoglienza territoriale saranno limitati a chi è già titolare di protezione internazionale oppure ai minori non accompagnati. Coloro che invece sono in attesa di vedere definito il proprio “status” saranno invece trasferiti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas), gestiti dai prefetti e non dalle amministrazioni locali, organizzati per gestire le emergenze e che prevedono standard di accoglienza più bassi e nessun obbligo di rendicontazione.
Negli Sprar le condizioni di vita sono dignitose e in quanto si tratta di centri di piccole dimensioni dal momento che i rifugiati possono essere soltanto tre ogni mille abitanti con una gestione che si è dimostrata sicuramente più semplice per i comuni e che ha consentito di evitare la concentrazione di persone nei grandi centri con la risoluzione delle tensioni sociali che qui si sono create.

Invece di potenziare il sistema di accoglienza diffusa gestito dai comuni che in questi anni hanno permesso percorsi di inclusione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che oltre a non garantire alcuna integrazione, spesso genera, a causa di controlli insufficienti, abusi e malversazioni.

Un altra misura che è stata criticata è quella che sposta i giorni limite entro i quali i gli stranieri possono essere trattenuti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) da 90 a 180 giorni.
Inoltre il decreto prevede che gli stranieri richiedenti protezione internazionale possano essere trattenuti per un periodo di tempo fino a 30 giorni nei cosiddetti hotspot, centri di prima accoglienza per l'identificazione e lo smistamento dei migranti.

Quindi, una persona che giunge sul suolo Italiano può essere trattenuto 30 giorni negli Hotspot e 180 giorni nei Cpr. Una vita da reclusi senza aver compiuto nessun delitto!

Il decreto interviene inoltre in senso decisamente restrittivo sulla legislazione che regola il diritto di cittadinanza, consentendo che la domanda di acquisizione della cittadinanza possa essere rigettata anche se il richiedente è coniuge di un/una cittadino/a Italiano/a, raddoppiando da 2 a 4 anni il termine dei procedimenti amministrativi di riconoscimento della cittadinanza ed introducendo la possibilità che la cittadinanza venga revocata a seguito di condanne definitive per particolari tipi di reati. In questo caso non è importante valutare il tipo di reato, che può essere anche gravissimo, ma la disparità che verrebbe introdotta e che viola il principio costituzionale di uguaglianza in quanto per lo stesso reato un cittadino di nascita o adozione non si vedrà mai revocata la cittadinanza italiana.

sabato 26 gennaio 2019

27 Gennaio 2019: Origgio Democratica scende in pia Giorno della memoria




"Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per un pezzo di pane, che muore per un sì o per un no. ..."  
"Se questo è un uomo", Primo Levi, 1947

Il 27 gennaio 1945, le truppe dell'Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, liberando i pochi prigionieri superstiti. Per questo motivo, si celebra il Giorno della Memoria.
In questa importante ricorrenza internazionale che commemora le vittime dell’olocausto, Origgio Democratica coglie l’occasione per ribadire che si oppone con grande determinazione a tutti i rigurgiti neofascisti e agli episodi di razzismo e violenza che stanno percorrendo l’Italia e l'Europa nell’ultimo periodo e si auspica, per le generazioni future, che la libertà di pensiero e di parola, conquistata a caro prezzo di vite umane con la fine della guerra, ci consenta di gridare a gran voce che dobbiamo imparare dagli errori del passato perché gli stessi non siano mai più ripetuti!
A proposito di fascismi vecchi e nuovi: troppo facile ridurre il pensiero ad un semplice “non ci riguardano”. Troppo facile nascondersi dietro al menefreghismo di chi non se ne interessa o pensa che i problemi siano altri. Chi non si schiera è complice.

"Odio gli indifferenti. Credo che vivere vuol dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia".
“Contro gli indifferenti”, Antonio Gramsci, 1917

Crediamo che le parole "non ci riguardano" nascondano ben più del loro semplice significato; occorre opporsi a certe fazioni politiche che riaccendono vecchi ricordi sulla pelle di chi li ha vissuti e ne ha tramandato il dolore. Smascherare il fascismo e puntare il dito su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno e in tutte le occasioni, ci permette di ricordare che il fascismo in abiti civili è ancora intorno a noi.
La voce che sentiamo non è solo di semplici giovani esaltati ma è anche di uomini di governo senza memoria! Le loro idee non si esprimono solo attraverso vecchi e nuovi slogan, ma si traducono in violenza e istigazione alla violenza contro le fasce più deboli e disagiate della popolazione. Populisti, xenofobi, identitari ... i nuovi fascisti del terzo millennio fomentano l'odio razziale contro chi, ai loro occhi, è colpevole per l'attuale crisi economica. Quel mondo che per anni è stato confinato tra la cronaca nera e il folclore politico, a metà tra le risse di strada e lugubri manifesti, sta diventando un pericolo e va contrastato in ogni sua forma.
Ricordiamo a tal proposito alcuni recenti episodi di cronaca: a Danzica il sindaco Pawel Adamowicz, un europeista, democratico e umanista è stato assassinato. “Sono un europeo, fiero di Danzica, città aperta delle mie radici, non chiuderò mai la porta a chi crea, a chi lavora, a chi critica e a chi fugge dalle guerre”, era il suo motto.
Dopo Jo Cox, parlamentare britannica, un altro esponente politico, impegnato per i diritti umani e civili, ha perso la vita nell'esercizio delle proprie funzioni. Il vento gelido dell’odio spira in Europa. Un odio seminato dalla destra razzista, antieuropea, sovranista.
A Roma, un grave atto di violenza neofascista perpetrato contro un giornalista e un fotografo dell'Espresso. Una violenza indegna di uno Stato democratico, che non può accettare la presenza di gruppi politici neo - fascisti che si rifanno sfacciatamente al Ventennio.
Condanniamo duramente l’inqualificabile aggressione alle persone, alla libertà di stampa e di pensiero. Continueremo a denunciare qualsiasi deriva fascista e con la stessa forza condanniamo il trattamento discriminatorio e antidemocratico che l'Italia e l'Europa riservano ai migranti.
Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste culturali del secondo dopoguerra. La cooperazione internazionale, la democrazia, l'integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili.
Noi di Origgio Democratica, riteniamo con convinzione che tutto ciò ci riguardi profondamente.
Lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi!










venerdì 25 gennaio 2019

Maurizio Landini: un operaio alla guida della Cgil




Da Democratica  @democratica_web  · 24 gennaio 2019

Nato nel 1961 nel cuore dell’Emilia Rossa, ha sempre avuto in testa solo il sindacato. Nessuno, un anno e mezzo fa, avrebbe scommesso sul fatto che Susanna Camusso avrebbe proposto Maurizio Landini come suo successore alla guida della Cgil.

Un operaio alla guida della Cgil. Ecco come definire, in poche parole, Maurizio Landini, nuovo segretario generale del sindacato più importante e rappresentativo d’Italia, eletto dopo una corsa a due per la leadership che, fino all’ultimo minuto ha rischiato di spaccare la confederazione di Corso d’Italia. Quarto di cinque figli, Landini nasce in un paese dell’appennino reggiano, a Castelnuovo ne’ Monti, nel cuore dell’Emilia Rossa, il 7 agosto del 1961, da padre cantoniere e madre casalinga. Costretto a lasciare gli studi di geometra per contribuire al bilancio famigliare, trova lavoro in una cooperativa di Reggio Emilia.
A 15 anni comincia a lavorare come apprendista saldatore, a 57 si appresta a prendere il timone della Cgil.
Anche se un sogno nel cassetto era quello di fare il calciatore, appena quindicenne capisce subito quella che è la missione del sindacato “rappresentare le condizioni di chi lavora e non deve guardare in faccia nessuno”. Divenuto delegato sindacale della Fiom, a metà degli anni ottanta si impegna a tempo pieno nel sindacato, muovendo i primi passi sulla strada che poi lo porterà ai massimi vertici della federazione delle tute blu della Cgil.
Approdato nella segreteria nazionale, Landini è responsabile del settore degli elettrodomestici e di quello dei veicoli a due ruote. Conduce le trattative con Electrolux, Indesit Company e Piaggio. A questi incarichi si aggiunge quello di responsabile dell’Ufficio sindacale che lo ha portato a seguire a stretto contatto con l’allora Rinaldini, le trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici nel 2009. Il primo agosto del 2010, Landini diventa segretario generale della Fiom e lo sarà fino al 15 luglio del 2017.
Epocale è lo scontro con Sergio Marchionne, nella vertenza Fiat sul progetto ‘Fabbrica Italia’. Una battaglia, quella condotta dalla Fiom di Landini sugli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori, che segna anche una spaccatura all’interno del fronte sindacale con Fim e Uilm. Nel 2012, la Fiom si costituisce parte civile nella sentenza da lui definita «storica» che condanna i vertici della Thyssen Krupp a pene detentive per l’incidente sul lavoro nella fabbrica di Torino in cui perdono la vita sette operai.
Sono anni, quelli alla guida della Fiom, in cui Landini acquista una sempre maggiore popolarità anche grazie alla sue apparizioni televisive, in felpa o in camicia, ma mai con la cravatta. Anni in cui il sindacalista, che si muove su una linea di pragmatismo e conflitto sui principi, sembra assumere un ruolo più politico di riferimento della sinistra. In Cgil, è il leader della sinistra interna. Dopo un iniziale feeling con il segretario del Pd, Matteo Renzi, diventa il più tenace oppositore del Jobs Act.
I tempi sembrano maturi per un impegno in politica a tempo pieno. Sembra cosa fatta quando Landini nel 2015 lancia ‘Coalizione Sociale‘, un soggetto politico-sindacale che riceve l’appoggio di numerose personalità della sinistra, come Stefano Rodotà, Pancho Pardi, Valentino Parlato, Vittorio Agnoletto, Alfonso Gianni, Gino Strada. E, a causa di questo, i rapporti tra Landini e il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, spesso tesi, subiscono un altro colpo. Camusso chiede, infatti, chiede a Landini di cancellare qualsiasi ambiguità nel rapporto con la politica.

Ma Landini più di una volta dice di non voler fondare un nuovo partito. In molti se lo aspettano. Ma non sarà così. Nel dna dell’ex operaio metalmeccanico c’e’ e rimane il sindacato. E il futuro gli riserva una nuova sfida, quella della segreteria generale, nonostante, fino a un anno e mezzo fa, nessuno avrebbe scommesso un euro sul fatto che Susanna Camusso avrebbe proposto Maurizio Landini come suo successore alla guida della Cgil.

lunedì 21 gennaio 2019

18/1/2019 Carlo Calenda: Manifesto per l'Europa


Un manifesto politico per una lista unitaria delle forze europeiste in chiave anti sovranista, da schierare alle prossime elezioni europee. L’idea è di Carlo Calenda, ex manager e ministro nei governi Renzi e Gentiloni, che l’ha trasformata in un appello da sottoscrivere nel sito www.siamoeuropei.it.:

"Siamo europei. Il destino dell'Europa è il destino dell'Italia" si legge nel Manifesto. 
"Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un'involuzione democratica nel cuore dell'Occidente. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L'obiettivo non è conservare l'Europa che c'è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell'umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent'anni. Un mondo che affronta tre sfide cruciali: il radicale cambiamento del lavoro, e dunque dei rapporti economici e sociali, a causa di un'ulteriore accelerazione dell'innovazione tecnologica; il rischio ambientale e la necessaria costruzione di un modello di sviluppo legato alla sostenibilità; uno scenario internazionale più pericoloso e conflittuale. Le forze da mobilitare per la costruzione della nuova Europa sono quelle del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione..."

Numerosi sono gli esponenti del Pd che hanno aderito al Manifesto. Fra le adesioni, troviamo quella dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, quella di Maurizio Martina (“ci sono!“), quella di Nicola Zingaretti e quella di Roberto Giachetti.

Per leggere il manifesto per esteso e aderire: https://www.siamoeuropei.it/

domenica 13 gennaio 2019

12/01/19 - 2000 banchetti in tutta Italia per dire NO alla manovra del governo



“Grazie a tutti. Grazie ai volontari, ai militanti, ai nostri parlamentari e dirigenti. Grazie per giornate come questa. Quello che abbiamo fatto oggi è quello che Il Pd deve essere, un partito che non ha paura di stare tra la gente, con le persone per strada. Di confrontarsi, di dedicare molto tempo ad ascoltare e a parlare ai cittadini, a spiegare le nostre ragioni e le nostre proposte.
Perché l’opposizione va fatta in parlamento ma anche e soprattutto portando nella società il dibattito politico.
Quello che abbiamo fatto oggi è quello che dobbiamo tornare a fare ogni giorno. Non più una mobilitazione straordinaria ma un comportamento da assumere come cultura, valore della nostra azione politica.
Lo dico ai candidati che ringrazio per essere stati accanto ai nostri iscritti e lo dico a tutta la nostra comunità: il congresso non sia un alibi per chiuderci nuovamente in una discussione tutta interna.
Il Pd deve continuare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi a mettere in campo iniziative come questa, che esprimono e mostrano il meglio di noi: l’impegno dei volontari, la disponibilità dei gruppi dirigenti, la diffusione e lo studio delle nostre proposte, ma soprattutto la voglia e la capacità di saper stare per strada.Tutto questo ci appartiene. Ed è ora di dimostrarlo: nella guerra contro destre e populismo non si può più perdere un solo minuto.
Non lasciamo che questa giornata sia un fatto isolato. Rifacciamolo. Buon lavoro a tutti noi”.

Matteo Orfini
Presidente del PD

sabato 5 gennaio 2019

Da dove ricomincia l’opposizione del Pd?

"Con il lavoro fatto in questi giorni stiamo rilanciando la mobilitazione nel Paese. Saremo in tutte le piazze anche il prossimo 12 gennaio.
Saranno manifestazioni aperte a tutti coloro che vogliono protestare contro le scelte fatte con la manovra. 
Saremo a fianco dei cittadini che dicono no alla deriva presa dal governo e per costruire una alternativa: pensionati, studenti, imprese, professioni. 
Al di là delle chiacchiere dei due vice premier, hanno fatto scelte pericolose e ingiuste".

Maurizio Martina


Matteo Renzi: questa legge di Bilancio è allucinante

"Hanno aumentato le tasse al volontariato e regalato un condono agli evasori (e chissà che questi condoni alla fine non aiutino le famiglie di deputati e ministri, vedremo). Hanno diminuito gli investimenti e aumentato le tasse. Nel pomeriggio su Facebook pubblicherò un dettagliato documento sulla pressione fiscale.
Per approvare questa legge hanno violentato i regolamenti parlamentari e il buon senso, con la evidente complicità di chi avrebbe dovuto presiedere in modo imparziale le sedute. Hanno votato una legge che non tutti avevano letto e che chi aveva scritto in realtà non aveva capito fino in fondo: lo dimostra Di Maio che ha già annunciato cambiamenti. Ma come? Non l'hai ancora approvata che già la vuoi cambiare?
E il premier Conte dice che sì, è vero, hanno tagliato gli aumenti delle pensioni. Ma che sarà mai? Neanche l’avaro di Molière sta dietro a qualche euro di differenza. E questo sarebbe l’avvocato del Popolo?
Ma la cosa drammatica è che le forzature nel metodo sono niente rispetto agli errori nel merito.
La mia previsione è che con questa legge di bilancio l'Italia andrà in recessione.
Una manovra che strizza l'occhio ai furbetti e alza le tasse agli onesti."

Matteo Renzi (da Enews 558 del 28/12/2018)

lunedì 17 dicembre 2018

Il circolo di Origgio riparte con una nuova segreteria

Care amiche, cari amici,

lo scorso 18 Novembre si sono svolte le consultazioni per l’elezione delle assemblee provinciale e regionale del Partito Democratico. Giovanni Corbo è Il nuovo segretario provinciale, mentre Vinicio Peluffo è il nuovo segretario regionale.
Nello stesso giorno si sono tenute anche le elezioni del nostro circolo di Origgio.
Il nuovo direttivo è composto da:
•   Antonio Telesca (tesoriere) ,
•   Claudio Franzoni,
•   Aristide Ngantcha,
•   Anna Maria Valvano,
•   Domenico Ambrosini (in qualità di consigliere comunale),
•   Marco Chiari (segretario).

Ci siamo “proposti” con la seguente mozione che esprime la nostra idea di movimento politico di Centro-Sinistra:

“Non è stato semplice decidere di presentare una proposta per guidare il Circolo del Partito Democratico del nostro paese. Il sentimento di sfiducia ed insoddisfazione è talmente diffuso da mettere alla prova le motivazioni di coloro che vogliono impegnarsi per rappresentare l’interesse generale. A coloro che spingono le persone a non partecipare sostenendo che la politica serva solo per fare i propri interessi rispondiamo con il nostro impegno, con la nostra passione, soprattutto con la convinzione che è ancora possibile e auspicabile impegnarsi per qualcosa che va oltre l’interesse individuale. Siamo convinti che nessuno debba o possa sentirsi escluso. Se non occupiamo i nostri spazi, qualcuno lo farà per noi e allora con chi potremo prendercela se non con noi stessi?
Non possiamo fingere che non ci siano difficoltà, che si possa sempre essere d’accordo, che sia bello ritrovarsi in pochi agli incontri o alle riunioni, che non sia demoralizzante avere in mente iniziative ma doverci rinunciare perché “mancano le forze”.  Questa però non deve essere la giustificazione per un disimpegno;  uno dei tratti distintivi del nostro tempo è quello di voler raccogliere senza seminare, noi dobbiamo invece essere consapevoli che si apre un periodo di semina.
 Il Partito Democratico deve approfittare di questa fase congressuale per ripartire.
A Origgio, come in altri paesi,  dobbiamo lavorare per ricostruire un gruppo e allargare la partecipazione. Per farlo non possiamo limitarci all'aspetto organizzativo, sebbene importante per i cosiddetti partiti di massa, ma dobbiamo invece impegnarci per risvegliare l’interesse attorno alle idee e ai principi,ispiratori sia di una proposta politica che di nuove relazioni. Dobbiamo aprirci e relazionarci con la società.
Se vogliamo parlare alla gente dobbiamo essere preparati e fare in modo di riportare il dibattito ad un piano di serietà e serenità. Dobbiamo proporre approfondimenti e laboratori dove analizzare e discutere argomenti di interesse generale per arrivare poi  ad una sintesi e ad una proposta.
Se vogliamo parlare alla gente dobbiamo saper spiegare le nostre proposte politiche. Probabilmente, se i circoli fossero stati messi nelle condizioni di accompagnare l’azione degli ultimi governi, le iniziative politiche sarebbero state maggiormente accettate e apprezzate. Concordiamo con chi sostiene che “in questo paese ci siamo trovati di fronte a qualcuno che dice molto bene le bugie e qualcuno che dice piuttosto male la verità”.  Il nostro proposito è quello che la verità non venga sottaciuta ma sostenuta e diffusa.
Se vogliamo parlare alla gente i nostri primi interlocutori dovrebbero essere le associazioni e più in generale tutti coloro i quali già si impegnano attivamente sul territorio dedicando il proprio tempo per il nostro paese  e per coloro che maggiormente hanno bisogno. Dobbiamo conoscere queste realtà, dobbiamo sostenerle. Vicina o lontana una sofferenza rimane tale. Un partito di Sinistra non guarda se chi soffre è bello o brutto, bianco o nero, vicino o lontano, un partito di Sinistra si attiva per cercare di capire e risolvere qualsiasi tipo di sofferenza.
Se vogliamo parlare alla gente dobbiamo rispettare la storia e fare in modo che non venga dimenticata ma che sia un riferimento per un più giusto sviluppo della nostra società. La trasmissione della memoria è per le società umane qualcosa di essenziale e necessario.
Proprio per questo, se vogliamo parlare alla gente e dedicarci veramente alla semina non dobbiamo dimenticarci che gli interlocutori di domani sono i ragazzi di oggi. La crisi della nostra società coincide con la crisi delle generazioni che dovrebbero essere trainanti. Dobbiamo prendere coscienza di questo aspetto e favorire, attraverso iniziative, la conoscenza e condivisione di valori, principi eventi che hanno contraddistinto la storia della nostra nazione, della nostra Europa e dell’intera società mondiale.
Non possiamo pensare di proporre iniziative rimanendo chiusi nelle mura del circolo. Ci proponiamo di crescere come numero per poter gestire al meglio i canali informativi che utilizziamo, per poter organizzare un attività politica e ci proponiamo di farlo guardandoci attorno e cercando la collaborazione dei circoli dei paesi limitrofi. Non può essere qualche chilometro, qualche interesse campanilista a dividerci quando invece ci sono  sentimenti, idee, progetti ti che ci uniscono.
Possiamo elencare gli ambiti quali lavoro, scuola, servizi sociali, sicurezza, legalità, immigrazione, ambiente, trasporti, sanità, cultura ma abbiamo voluto trasmettere il messaggio che ci impegneremo  sul metodo e sulla creazione delle condizioni che poi ci porteranno ad affrontare i contenuti che di volta in volta verranno individuati per essere approfonditi.
Questa segreteria si prefigge di interessarsi del dibattito politico nazionale ed internazionale e sulle questioni che lo animano ma non vuole dimenticare la politica locale che interessa i cittadini Origgesi. Il partito Democratico è parte di Origgio Democratica, coalizione di centro-sinistra che è presente in consiglio comunale con due consiglieri di opposizione che ringraziamo per il costante impegno che insieme ad un gruppo di attivisti stanno profondendo da diversi anni. La nostra intenzione è quella di continuare il percorso intrapreso nel 2014 valutando nuovi scenari per presentarsi da protagonisti alle prossime elezioni comunali”.

Il prossimo anno, che tra l’altro vedrà  il congresso del PD a Marzo e le elezioni Europee a Maggio, capiremo se tutti coloro che credono nei valori di centro-sinistra sapranno riorganizzarsi in un progetto riformatore e alternativo ai populismi e alle pericolose derive estremiste. Capiremo anche se avrà un senso mantenere ad Origgio la presenza di un punto di riferimento, come vuole essere il nostro Circolo, per le istanze democratiche di equità, giustizia sociale, solidarietà, integrazione, convivenza pacifica, rispetto per l’ambiente, per la storia e le tradizioni del nostro “paese”.
Per questo motivo rinnoviamo l'invito ad una maggiore partecipazione e ad uno scambio di opinioni e idee a cominciare dalle riunioni mensili che, anche per il 2019, saranno il primo lunedì del mese.

Marco Chiari
Segretario Circolo PD di Origgio



martedì 20 novembre 2018

20 novembre: Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza è stata adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. È un documento molto importante perché riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini, le bambine e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti. Dal 1989 ad oggi tutti i Paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Somalia, si sono impegnati a rispettare e a far rispettare sul proprio territorio i principi generali e i diritti fondamentali in essa contenuti. L'Italia l'ha ratificata il 27 maggio 1991.


martedì 2 ottobre 2018

Circolo di Origgio: approfondiamo la riforma sanitaria regionale


Care amiche, cari amici,

come anticipato prima dell'estate riprendiamo l'attività del circolo e lo facciamo accogliendo l'invito di coloro che sostengono che sia arrivato il momento di smetterla di rimproverarsi su cosa bisognerebbe fare, ma di iniziare a farlo con costanza e quotidianità. 
Diamo quindi il via ad un percorso di ascolto, relazione e proposta riguardo ai temi più disparati che potranno essere proposti e scelti da tutti coloro che vorranno partecipare, decidendo in questo modo di occuparsi di questioni di interesse generale. Tutto questo senza scadenze, compatibilmente con i propri impegni.
Iniziamo questa settimana con un incontro dedicato alla riforma sanitaria Lombarda a cui parteciperanno Carlo Borghetti, vicepresidente del consiglio regionale, e Samuele Astuti, consigliere regionale e segretario provinciale del Partito Democratico. Per coloro che vorranno intervenire, l'incontro si terrà Venerdì 5 Ottobre alle ore 21, presso la Sala dei sindaci di via Manzoni a Origgio. 
Vi aspettiamo,
un cordiale saluto,

Circolo PD di Origgio




Martina: "Siamo somma non divisione"





GRAZIE.

Grazie per la grande giornata di ieri a Roma. Grazie alle migliaia di persone presenti, e ad altre migliaia che si sono collegati alla piazza, anche essendo altrove.

Anche a Milano si è svolta un'altra manifestazione amica, dando un altro segno importante di mobilitazione contro razzismo e intolleranza.

Per noi a Piazza del Popolo è stata la giornata del risveglio democratico. La giornata dell'orgoglio e della consapevolezza. Ora, avanti. Questa destra pericolosa al governo va sconfitta a partire dalla questione sociale. Condonano gli evasori mentre indebitano i giovani. Non sostengono le famiglie e le imprese. Dimenticano il sud. Governano per slogan senza rendersi conto delle conseguenze delle loro provocazioni.

Noi non tifiamo lo spread, noi vogliamo difendere le famiglie e le imprese italiane dalla follia ideologica di questo governo che mette a rischio i sacrifici dei cittadini.

Già dai prossimi giorni ovunque nel paese ci mobiliteremo e apriremo un confronto con tutte le forze sociali, economiche e produttive e coi cittadini a partire dalle nostre proposte su giovani, famiglie con figli, lotta alla povertà, casa e investimenti per la crescita. Saremo con la Segreteria nazionale a Genova, venerdì, dove la città soffre le mancate risposte del governo dopo la tragedia. E saremo, domenica prossima, alla Marcia Perugia-Assisi perché anche quello è il nostro posto.

C'è una battaglia di valori da condurre e noi dobbiamo essere all'altezza di questo impegno. Dopo Piazza del Popolo abbiamo tutti l'energia per guardare avanti con passione, impegno e fiducia ricordandoci davvero ogni giorno che noi "siamo somma, non divisione".

Un caro saluto

Maurizio Martina

30 Settembre 2018: Per l'Italia che non ha paura



Cinquantamila in piazza da tutta Italia per manifestare contro il governo. 
Tante testimonianze dal palco e tanta voglia di ripartire e di unità

sabato 4 agosto 2018

Il governo Conte chiude le unità di missione di #ItaliaSicura

Si sente dire: "Finalmente è arrivato il governo del cambiamento, abbattimento dei costi della politica, lotta agli sprechi, più meritocrazia, meno precariato, sostegni contro la povertà, confini sicuri. Non vediamo l’ora che d’incanto dopo decenni di malgoverno e cattive abitudini questo governo ci teletrasporti in una realtà nuova, desiderata e sognata.
Per il momento è successo solo che  ci siamo ritrovati avvolti da una fitta cortina di nebbia, difficile da immaginare in questo periodo soprattutto nelle nostra zone.
Una propaganda fatta di spot, dichiarazioni ad effetto, prese di posizione che però non si traducono in una concreta proposta politica.
Succede intanto che tra la questione migranti e i proclami di lotta al precariato il governo Conte, agli inizi di Luglio, abbia chiuso #ItaliaSicura.
Non sappiamo se alcuni di voi conoscono l’argomento, sicuramente molti Italiani non ne sono a conoscenza, un po’ perché l’informazione predilige soffermarsi su ciò che fa più clamore, un po’ perché la gente è talmente presa a chiedere e pretendere più diritti che non si accorge di ciò che di buono accade intorno a lei.
Il nostro paese è famoso per la sua straordinaria bellezza che però è costretta a coesistere con la straordinaria fragilità del proprio territorio. Di fronte a questa questione, troppo spesso ha vinto la logica dell’emergenza a scapito invece della progettualità e della prevenzione. I vari governi che si sono susseguiti hanno inseguito le emergenze che di volta in volta si sono create,  sia attraverso la produzione normativa sia attraverso lo stanziamento di fondi statali e regionali, ma non hanno provveduto ad un piano che mettesse in sicurezza il nostro paese.
#ItaliaSicura è stata un’inversione di rotta voluta fortemente nel 2014 dal governo, a maggioranza PD e allora presieduto da Matteo Renzi, che ha istituito le Strutture di missione contro il dissesto Idrogeologico, per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e per la riqualificazione dell’Edilizia scolastica con l'obbiettivo di assicurare il coordinamento tra i diversi Ministeri (Ambiente, Infrastrutture, Agricoltura, Beni culturali, Economia), coordinare i finanziamenti e sostenere gli Enti locali e le amministrazioni competenti intraprendendo una decisa azione di stimolo, supporto e controllo. Tutto ciò garantendo la massima trasparenza e rendendo accessibile a tutti il monitoraggio dei fondi, dei cantieri previsti, di quelli aperti e di quelli chiusi.
Un lavoro di programmazione a lungo periodo che, per quanto riguarda la lotta al dissesto idrogeologico, ha prodotto risultati importanti come l'elaborazione del Primo piano Nazionale di opere e interventi contro il dissesto, il reperimento di risorse economiche per l'avvio o la conclusione di circa 1400 cantieri in tutta Italia tra cui quelli per i lavori tutt'ora in corso sui torrenti Bisagno e Ferraggiano a Genova o sul fiume Arno a Firenze (http://mappa.italiasicura.gov.it/#/interventi?zoom=6&lat=42.00000000000003&lon=12).
Il piano per l’edilizia scolastica ha invece previsto la creazione di nuovi istituti scolastici e interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, manutenzione straordinaria,  eliminazione delle barriere architettoniche,  applicando criteri di sostenibilità ambientale ed energetica. Sono stati stanziati più di 5 miliardi di Euro per garantire più di 12.400 interventi su tutto il territorio nazionale. In Lombardia sono stati effettuati interventi in 1402 edifici scolastici per un investimento complessivo di più di 640 milioni di euro. Nel nostro paese di Origgio, per esempio, sono stati pianificati due interventi, uno di ristrutturazione della scuola media Schiaparelli, finanziato per 57.255 Euro, avviato e concluso nel 2015 ed uno di ampliamento della scuola elementare Alessandro Manzoni interamente finanziato per un importo di 1.163.000 Euro, approvato nel febbraio 2018 e previsto nel 2019 (http://www.cantieriscuole.it/).
Questo approccio ha permesso allo Stato di voltar pagina e di accelerare i lavori necessari e urgenti per pianificare gli interventi pubblici di cui l’Italia ha bisogno. Questa iniziativa, secondo gli esperti del settore, avrebbe potuto essere migliorata ma ha avuto il merito di "alzare la qualità della progettazione delle opere, dare trasparenza sulla realizzazione di queste infrastrutture e attuare una visione integrata del problema della sicurezza idrogeologica del territorio".
Il Governo sceglie di porre fine a questa esperienza! Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sostiene  che il contrasto al dissesto idrogeologico rientra tra le priorità del suo dicastero e che è consigliabile evitare gli ulteriori costi per la finanza pubblica richiesti dalle strutture create ad hoc durante la precedente legislatura. Il problema, con ogni probabilità, verrà quindi inglobato nei meandri del Ministero e nuovamente dimenticato lasciando isolate le Regioni. A noi sembra che anche su questo tema si stia facendo un grosso passo indietro.
Perché abbiamo scelto di affrontare questo argomento? Perché fa parte dell’attualità, è un tema importante e riguarda direttamente il territorio in cui noi viviamo, che abbiamo ereditato e che trasmetteremo alla nuove generazioni. Un territorio che troppo spesso si ribella all’incuria e  allo sfruttamento a cui è soggetto. E ogni volta che lo fa, sono drammi e sofferenze. Ogni volta ci indigniamo e piangiamo le vittime ma poi finisce tutto nel nulla o anche peggio. Perché coloro che avrebbero prendersi cura di questo territorio attraverso la pianificazione di interventi mirati alla prevenzione non hanno sentito la responsabilità di doverlo fare ed oltre a questo spesso è mancata una cabina di regia in grado di coordinare le attività degli enti preposti. 
Siamo convinti che #ItaliaSicura sia stata una iniziativa importante, molto poco conosciuta, così come molte altre iniziative del tanto bistrattato governo di centrosinistra. Abbiamo deciso di parlarne e di denunciarne la chiusura.
I governi Renzi e Gentiloni hanno messo in campo delle azioni importanti ma spesso non hanno saputo raccontarle, probabilmente è venuto meno quel rapporto di fiducia con i cittadini capace di esprimere fino in fondo alcune scelte fatte. Come ha sostenuto  in televisione il professore Beppe Carofiglio qualche settimana fa “in questo paese ci siamo trovati di fronte a qualcuno che dice molto bene le bugie e qualcuno che dice piuttosto male la verità. La scommessa è che si possa dire bene la verità ottenendo risultati efficaci”. Questo è il motivo perché noi non ci vergogniamo di essere minoranza e vi continueremo a raccontare un altro modo di vedere il presente ed il futuro di questo paese.

Partito Democratico di Origgio



Matteo Renzi: "Amici Leghisti avete utilizzato la ruspa nella direzione sbagliata"

Matteo Renzi interviene in Aula al Senato sui temi dell'edilizia scolastica, della sicurezza e del rischio idrogeologico a seguito della chiusura delle unità di missione di #ItalaSicura e della cancellazione del piano "Casa Italia" da parte del ministro dell'ambiente Sergio Costa. Non ne parla nessuno ma sono temi di fondamentale importanza.



Matteo Renzi "Amici della Lega, permettetemi di dire con una battuta che avete utilizzato la ruspa nella direzione sbagliata, avevate proclamato e immaginato di voler demolire la legge Fornero, avete demolito le unità di missioni sulla scuola e sul rischio idrogeologico."

venerdì 29 giugno 2018

Incontro del 2 Luglio


Care amiche, cari amici,

nel ricordare la prossima riunione del 2 Luglio alle 21, vi informiamo che ci stiamo organizzando per partire a settembre con l’attività politica e con tutta una serie di iniziative.
Proprio per il mese di settembre stiamo organizzando un incontro di approfondimento della riforma socio-sanitaria Lombarda. Nel mese di ottobre partirà invece il nostro primo laboratorio di studio, ricerca ed elaborazione rivolto a temi importanti e di interesse generale. Molto probabilmente inizieremo con l’argomento dell’immigrazione, un tema che è sempre attuale e non solo per le vicende degli ultimi anni, mesi, giorni. Cercheremo di non banalizzarlo, sviscerando i suoi molteplici aspetti (norme, organizzazione dell’emergenza, integrazione, solidarietà, sfruttamento delle persone e delle risorse, etc) partendo dalla conoscenza delle leggi e degli accordi internazionali e da un analisi storica, politica e socio-economica dei paesi di provenienza ma anche di arrivo. 
Speriamo si possa rivelare un lavoro produttivo, che ci faccia conoscere meglio un fenomeno che esiste da sempre e accompagnerà sempre la storia dell’uomo. Pensiamo anche che possa essere un percorso che, se affrontato seriamente, possa servire a noi per conoscerci meglio e capire a quale visione di società vogliamo tendere e su quali valori vogliamo fondarla.
Chi fosse interessato può partecipare fin da subito agli incontri che in questa fase avranno un carattere per lo più organizzativo proprio perché serviranno a preparare al meglio gli appuntamenti e i lavori che avvieremo al termine del periodo estivo.

Cordiali saluti,

Chiari Marco
Partito Democratico di Origgio

mercoledì 13 giugno 2018

Chiudere porti, costruire muri non impedirà ad alcuni di chiedere aiuto e ad altri di tendere la mano



Condividiamo il pensiero dolce e drammatico di Letizia Cavallari su una vicenda che non può lasciare nessuno indifferente.
Bisogna affermare la dignità di ogni essere umano, la solidarietà "senza se" e "senza ma" nei confronti di chi ha bisogno e chiede aiuto.
Fortunatamente, al cinismo, all'egoismo, all'indifferenza dilaganti si contrappone l'impegno di tante persone che, magari in silenzio e in diversi modi, dimostrano di essere solidali e compassionevoli con chi soffre:

"Dove siamo mamma?
In un posto migliore amore mio.
Siamo in una terra dove
Non rischi di morire di fame.
Dove non rischi di essere fatto a pezzi da qualche bomba o da pazzi senza scrupoli.
Amore mio
Mamma come mai siamo fermi
Perché non ci muoviamo?
Non temere
Queste persone sono state come noi
costrette a scappare dalla guerra
Dalla fame
Ci accoglieranno amore mio
Come loro sono stati accolti in altre terre
Da persone estranee
Persone che gli hanno dato la possibilità
Di sopravvivere
Mamma ho paura ho sentito che non ci vogliono?
Non temere amore mio
Troveremo una terra che ci accoglie.
Troveremo come trovarono loro
gente che non dimentica.
Non dimentica la loro storia.
Non dimentica la sofferenza.
Non dimentica la paura della morte.
Non temere amore mio.
Il tuo mondo non finirà su questa nave
Il tuo mondo sta per iniziare.
Amore mio non dimenticare mai quello che stai subendo.
Portalo sempre nel tuo cuore
E se un giorno qualcuno ti chiederà una mano
Tu non esitare figlio mio
Non far si che questo orrore ti cambi
Resta te stesso figlio mio.
RESTA Umano!! ".

Ognuno è libero di pensare ciò che crede, votare chi vuole e sostenere o no certe idee. Questo è solo il mio piccolo pensiero.
Quello che ho respirato in 32 anni di vita, gli insegnamenti ricevuti, le porte di casa nostra sempre aperte nel nostro piccolo ai più bisognosi. Abbiamo ospitato italiani, indiani, marocchini, persone bisognose della ex Jugoslavia. Io vedo solo tanta gente disperata e disorientata. Dovremmo tutti metterci nei loro panni. Non potrò mai sostenere un ometto che dice "Chiudiamo i porti". Fine! #puntoebasta