sabato 4 agosto 2018

Il governo Conte chiude le unità di missione di #ItaliaSicura

Si sente dire: "Finalmente è arrivato il governo del cambiamento, abbattimento dei costi della politica, lotta agli sprechi, più meritocrazia, meno precariato, sostegni contro la povertà, confini sicuri. Non vediamo l’ora che d’incanto dopo decenni di malgoverno e cattive abitudini questo governo ci teletrasporti in una realtà nuova, desiderata e sognata.
Per il momento è successo solo che  ci siamo ritrovati avvolti da una fitta cortina di nebbia, difficile da immaginare in questo periodo soprattutto nelle nostra zone.
Una propaganda fatta di spot, dichiarazioni ad effetto, prese di posizione che però non si traducono in una concreta proposta politica.
Succede intanto che tra la questione migranti e i proclami di lotta al precariato il governo Conte, agli inizi di Luglio, abbia chiuso #ItaliaSicura.
Non sappiamo se alcuni di voi conoscono l’argomento, sicuramente molti Italiani non ne sono a conoscenza, un po’ perché l’informazione predilige soffermarsi su ciò che fa più clamore, un po’ perché la gente è talmente presa a chiedere e pretendere più diritti che non si accorge di ciò che di buono accade intorno a lei.
Il nostro paese è famoso per la sua straordinaria bellezza che però è costretta a coesistere con la straordinaria fragilità del proprio territorio. Di fronte a questa questione, troppo spesso ha vinto la logica dell’emergenza a scapito invece della progettualità e della prevenzione. I vari governi che si sono susseguiti hanno inseguito le emergenze che di volta in volta si sono create,  sia attraverso la produzione normativa sia attraverso lo stanziamento di fondi statali e regionali, ma non hanno provveduto ad un piano che mettesse in sicurezza il nostro paese.
#ItaliaSicura è stata un’inversione di rotta voluta fortemente nel 2014 dal governo, a maggioranza PD e allora presieduto da Matteo Renzi, che ha istituito le Strutture di missione contro il dissesto Idrogeologico, per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e per la riqualificazione dell’Edilizia scolastica con l'obbiettivo di assicurare il coordinamento tra i diversi Ministeri (Ambiente, Infrastrutture, Agricoltura, Beni culturali, Economia), coordinare i finanziamenti e sostenere gli Enti locali e le amministrazioni competenti intraprendendo una decisa azione di stimolo, supporto e controllo. Tutto ciò garantendo la massima trasparenza e rendendo accessibile a tutti il monitoraggio dei fondi, dei cantieri previsti, di quelli aperti e di quelli chiusi.
Un lavoro di programmazione a lungo periodo che, per quanto riguarda la lotta al dissesto idrogeologico, ha prodotto risultati importanti come l'elaborazione del Primo piano Nazionale di opere e interventi contro il dissesto, il reperimento di risorse economiche per l'avvio o la conclusione di circa 1400 cantieri in tutta Italia tra cui quelli per i lavori tutt'ora in corso sui torrenti Bisagno e Ferraggiano a Genova o sul fiume Arno a Firenze (http://mappa.italiasicura.gov.it/#/interventi?zoom=6&lat=42.00000000000003&lon=12).
Il piano per l’edilizia scolastica ha invece previsto la creazione di nuovi istituti scolastici e interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, manutenzione straordinaria,  eliminazione delle barriere architettoniche,  applicando criteri di sostenibilità ambientale ed energetica. Sono stati stanziati più di 5 miliardi di Euro per garantire più di 12.400 interventi su tutto il territorio nazionale. In Lombardia sono stati effettuati interventi in 1402 edifici scolastici per un investimento complessivo di più di 640 milioni di euro. Nel nostro paese di Origgio, per esempio, sono stati pianificati due interventi, uno di ristrutturazione della scuola media Schiaparelli, finanziato per 57.255 Euro, avviato e concluso nel 2015 ed uno di ampliamento della scuola elementare Alessandro Manzoni interamente finanziato per un importo di 1.163.000 Euro, approvato nel febbraio 2018 e previsto nel 2019 (http://www.cantieriscuole.it/).
Questo approccio ha permesso allo Stato di voltar pagina e di accelerare i lavori necessari e urgenti per pianificare gli interventi pubblici di cui l’Italia ha bisogno. Questa iniziativa, secondo gli esperti del settore, avrebbe potuto essere migliorata ma ha avuto il merito di "alzare la qualità della progettazione delle opere, dare trasparenza sulla realizzazione di queste infrastrutture e attuare una visione integrata del problema della sicurezza idrogeologica del territorio".
Il Governo sceglie di porre fine a questa esperienza! Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sostiene  che il contrasto al dissesto idrogeologico rientra tra le priorità del suo dicastero e che è consigliabile evitare gli ulteriori costi per la finanza pubblica richiesti dalle strutture create ad hoc durante la precedente legislatura. Il problema, con ogni probabilità, verrà quindi inglobato nei meandri del Ministero e nuovamente dimenticato lasciando isolate le Regioni. A noi sembra che anche su questo tema si stia facendo un grosso passo indietro.
Perché abbiamo scelto di affrontare questo argomento? Perché fa parte dell’attualità, è un tema importante e riguarda direttamente il territorio in cui noi viviamo, che abbiamo ereditato e che trasmetteremo alla nuove generazioni. Un territorio che troppo spesso si ribella all’incuria e  allo sfruttamento a cui è soggetto. E ogni volta che lo fa, sono drammi e sofferenze. Ogni volta ci indigniamo e piangiamo le vittime ma poi finisce tutto nel nulla o anche peggio. Perché coloro che avrebbero prendersi cura di questo territorio attraverso la pianificazione di interventi mirati alla prevenzione non hanno sentito la responsabilità di doverlo fare ed oltre a questo spesso è mancata una cabina di regia in grado di coordinare le attività degli enti preposti. 
Siamo convinti che #ItaliaSicura sia stata una iniziativa importante, molto poco conosciuta, così come molte altre iniziative del tanto bistrattato governo di centrosinistra. Abbiamo deciso di parlarne e di denunciarne la chiusura.
I governi Renzi e Gentiloni hanno messo in campo delle azioni importanti ma spesso non hanno saputo raccontarle, probabilmente è venuto meno quel rapporto di fiducia con i cittadini capace di esprimere fino in fondo alcune scelte fatte. Come ha sostenuto  in televisione il professore Beppe Carofiglio qualche settimana fa “in questo paese ci siamo trovati di fronte a qualcuno che dice molto bene le bugie e qualcuno che dice piuttosto male la verità. La scommessa è che si possa dire bene la verità ottenendo risultati efficaci”. Questo è il motivo perché noi non ci vergogniamo di essere minoranza e vi continueremo a raccontare un altro modo di vedere il presente ed il futuro di questo paese.

Partito Democratico di Origgio



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