venerdì 23 dicembre 2016
lunedì 21 novembre 2016
Origgio: le iniziative del Comitato per il SI
Referendum approvativo del 4 dicembre 2016
Il Comitato per il SI e il Partito Democratico, incontrano i cittadini di Origgio, per confrontarsi ed informare sui contenuti: la Riforma della Costituzione e il Referendum approvativo del 4 dicembre 2016.
Tre gli appuntamenti messi in campo:
Siamo impegnati sul territorio, in confronti incentrati, sul quesito referendario; restiamo convinti della necessità di incontrare la cittadinanza, per informare e confrontarci, rispondendo alle domande che ci vorranno fare.
Il Comitato per il SI e il Partito Democratico, incontrano i cittadini di Origgio, per confrontarsi ed informare sui contenuti: la Riforma della Costituzione e il Referendum approvativo del 4 dicembre 2016.
Tre gli appuntamenti messi in campo:
- Venerdì 25 novembre e venerdì 2 dicembre, saremo presenti al mercato di Origgio, dalle 8,00 alle 12,00 in piazza XXV aprile, per distribuire materiali di informazione e rispondere alle domande dei cittadini.
- Domenica 27 novembre, saremo presenti con il GAZEBO, in piazza dell'Immacolata, dalle 8,00 alle 12,00, per distribuire materiali di informazione e rispondere alle domande dei cittadini.
Siamo impegnati sul territorio, in confronti incentrati, sul quesito referendario; restiamo convinti della necessità di incontrare la cittadinanza, per informare e confrontarci, rispondendo alle domande che ci vorranno fare.
venerdì 21 ottobre 2016
giovedì 31 marzo 2016
Tesseramento 2016
Cara elettrice/ caro elettore del Partito Democratico
Cara iscritta/ caro iscritto
L'Italia è a un bivio: da una parte chi
prevede e lamenta l'inesorabile declino che non ci porta a nulla, se non alla
perdita di ogni speranza di miglioramento delle condizioni di ognuno di noi;
dall'altra chi, tra mille difficoltà e mille impedimenti, prova in prima
persona ad attuare il cambiamento di cui tutti noi abbiamo un disperato
bisogno.
Per far si che il Partito Democratico sia
ancora più determinante e più incisivo nel governo del Paese, ti chiedo non
solo di iscriverti o di rinnovare la tua tessera, ma di partecipare attivamente
alla vita del partito, nelle sue iniziative, nella vita amministrativa
comunale, nelle attività (e sono tante) che ci occupano quotidianamente, sempre
con lo spirito di "fare qualcosa" per noi, i nostri figli e il nostro
futuro.
Un caro saluto.
Michele Nigro
Segretario del circolo del Partito Democratico di Origgio.
Cara iscritta/ caro iscritto
È iniziata la Campagna nazionale per il
Tesseramento 2016 al Partito Democratico, affiancata alla Campagna di
finanziamento al Partito attraverso il 2 x 1000.
Il tesseramento rappresenta un momento
fondamentale della vita del nostro partito. Senza l’adesione e la fiducia
attiva dei cittadini non è possibile avere l’energia necessaria per rinnovare
il sistema politico e ricostruirlo, per contrastare le forze di conservazione
che impediscono lo sviluppo di un nuovo modo di fare politica più vicino ai
cittadini e non più orientato ad acquisire solo poltrone e potere.
Il PD è un partito che può contare
sull’impegno civico e politico di molte persone che dedicando parte del loro
tempo libero alle nostre attività contribuisce ogni giorno ad accrescerne il
valore e il radicamento territoriale.
Iscriversi a un Partito, nell'Italia d’oggi,
non è certo cosa facile o scontata. Il paese attraversa un momento cruciale,
immerso nelle ormai croniche difficoltà economiche, sociali, istituzionali e
oserei dire immerso anche in difficoltà esistenziali, che stritolano la vita
quotidiana di famiglie, imprese, lavoratori.

Il Partito Democratico è protagonista e
portatore attivo di una speranza vera, di svolta per questo paese. La sfida
intrapresa, con la guida del paese, parte da questo principio: noi siamo il
cambiamento di cui ha bisogno l'Italia, per questo ci mettiamo in gioco in
prima persona.
Per questo e molti altri motivi è
fondamentale iscriversi al Partito Democratico, per partecipare, con le proprie
idee e la propria determinazione, a questa pagina di storia che stiamo scrivendo,
tutti insieme.

Invitiamo pertanto tutti gli iscritti e
gli elettori non iscritti che con noi vogliono continuare a credere nelle
nostre idee e nei nostri progetti:
- ü a sostenere il Partito Democratico rinnovando l’iscrizione o iscrivendosi per la prima volta;
- ü a finanziare il Partito Democratico con 2 x 1000;
- ü a partecipare alle discussioni e alle iniziative proposte dal Partito Democratico e da Origgio Democratica per dare il tuo contributo d’idee e di impegno per migliorare la nostra comunità;
Certo della tua sensibilità, ti aspettiamo
presso la sede del circolo PD di Origgio in via Dante, 105 domenica 3 aprile
dalle ore 10,00 alle ore 11,30.
Puoi contattarci scrivendoci a pdoriggio@gmail.com o telefonando al numero 3315464460, (Michele Nigro)Un caro saluto.
Michele Nigro
Segretario del circolo del Partito Democratico di Origgio.
venerdì 25 marzo 2016
giovedì 3 marzo 2016
venerdì 19 febbraio 2016
Maroni ha fallito: ora deve dimettersi.
In Regione Lombardia c’è un problema grande quanto Palazzo Lombardia.
Prima Mantovani, vicepresidente e assessore alla sanità, arrestato, poi Garavaglia assessore al bilancio, indagato, oggi Fabio Rizzi, braccio destro di Maroni e padre della riforma sanitaria, arrestato.
Abbiamo più volte denunciato l’assenza di un sistema regionale dei controlli efficace che garantisca trasparenza, ma è del tutto evidente che Maroni, assessore alla sanità anche lui a processo, ha una enorme responsabilità politica. Si è dimostrato incapace di garantire discontinuità rispetto agli scandali dell’era formigoniana e di recidere il legame malato tra politica e sanità.
Abbiamo più volte denunciato l’assenza di un sistema regionale dei controlli efficace che garantisca trasparenza, ma è del tutto evidente che Maroni, assessore alla sanità anche lui a processo, ha una enorme responsabilità politica. Si è dimostrato incapace di garantire discontinuità rispetto agli scandali dell’era formigoniana e di recidere il legame malato tra politica e sanità.
Per questo le sue dimissioni sono l'unica via: come PD (insieme al Patto Civico) abbiamo presentato unamozione di sfiducia da discutere e votare al più presto in Consiglio regionale.
CHE COSA ALTRO DEVE SUCCEDERE PERCHE' MARONI SI DIMETTA?
“Il sistema sanitario lombardo è sano, non sono state pagate tangenti. Chi continua ad associare il termine 'Sanità lombarda" con quello di 'tangenti' ne risponderà legalmente". Sono le parole del Presidente della Lombardia, Roberto Maroni, lo scorso 20 ottobre durante l'intervento in Consiglio Regionale prima della votazione sulla mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico.
Parole che alla luce dei fatti di queste ore testimoniano come la situazione sia totalmente sfuggita di mano a Maroni e alla sua maggioranza. Prima l’arresto del vicepresidente e assessore alla sanità, Mario Mantovani, e l’indagine tuttora in corso sull’assessore al bilancio, Massimo Garavaglia, adesso l’arresto di Fabio Rizzi, suo braccio destro, consigliere regionale e padre della riforma sanitaria. Senza contare le indagini che hanno coinvolto le società del “sistema regione” e che lo stesso Presidente della Giunta andrà a marzo a processo per turbata libertà della scelta del contraente e induzione indebita. La reazione della maggioranza a queste vicende si è limitata alla nomina di un sottosegretario alla “legalità”. Troppo tardi e troppo poco.
Parole che alla luce dei fatti di queste ore testimoniano come la situazione sia totalmente sfuggita di mano a Maroni e alla sua maggioranza. Prima l’arresto del vicepresidente e assessore alla sanità, Mario Mantovani, e l’indagine tuttora in corso sull’assessore al bilancio, Massimo Garavaglia, adesso l’arresto di Fabio Rizzi, suo braccio destro, consigliere regionale e padre della riforma sanitaria. Senza contare le indagini che hanno coinvolto le società del “sistema regione” e che lo stesso Presidente della Giunta andrà a marzo a processo per turbata libertà della scelta del contraente e induzione indebita. La reazione della maggioranza a queste vicende si è limitata alla nomina di un sottosegretario alla “legalità”. Troppo tardi e troppo poco.
A questo link trovate l'intervento di Maroni in aula a ottobre e la mia replica, parole che suonano oggi come una facile profezia.
Come Partito Democratico abbiamo più volte denunciato l’assenza di un sistema regionale dei controlli serio ed efficace che garantisca trasparenza nelle procedure, negli atti e negli appalti. Non siamo stati ascoltati e i fatti purtroppo ci stanno dando ragione. Se da una parte la giustizia farà il suo corso, come è normale che sia, è però evidente l’enorme responsabilità politica di Maroni. Il Presidente della Giunta Regionale si è dimostrato incapace di garantire discontinuità rispetto agli scandali dell’era formigoniana e di recidere il legame malato tra politica e sanità. Ancora oggi le nomine dei direttori generali della sanità avvengono per appartenenza politica e non esclusivamente per merito, come dovrebbe avvenire e come da troppo tempo chiediamo inascoltati.
Ma è un fallimento politico a tutto campo rispetto al programma con cui si è presentato agli elettori lombardi ormai tre anni fa. La Macroregione, il 75% delle imposte trattenute sul territorio, la riduzione dell’Irpef regionale, l’azzeramento dell’Irap, la riforma delle autonomie, sono solo alcune delle promesse non mantenute da una amministrazione in difficoltà, che pare ormai impegnata solo a buttare al vento 40 milioni di euro per svolgere un referendum inutile.
Regione Lombardia è un ente complesso, con un bilancio da oltre 22 miliardi di euro, di cui 18 solo per la sanità. Non è possibile governarla senza una forte, autorevole e stabile guida politica. Continuare a fare finta che tutto vada bene in attesa del prossimo scandalo o della prossima indagine è un lusso che nessuno si può più permettere. Mesi fa abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti ma Maroni ha sempre negato ci fossero problemi. Gli episodi di cronaca giudiziaria lo riportano alla cruda realtà, stavolta ne deve trarre definitivamente le conseguenze. Per questo abbiamo chiesto le sue dimissioni e oggi abbiamo presentato la mozione di sfiducia.
Come Partito Democratico abbiamo più volte denunciato l’assenza di un sistema regionale dei controlli serio ed efficace che garantisca trasparenza nelle procedure, negli atti e negli appalti. Non siamo stati ascoltati e i fatti purtroppo ci stanno dando ragione. Se da una parte la giustizia farà il suo corso, come è normale che sia, è però evidente l’enorme responsabilità politica di Maroni. Il Presidente della Giunta Regionale si è dimostrato incapace di garantire discontinuità rispetto agli scandali dell’era formigoniana e di recidere il legame malato tra politica e sanità. Ancora oggi le nomine dei direttori generali della sanità avvengono per appartenenza politica e non esclusivamente per merito, come dovrebbe avvenire e come da troppo tempo chiediamo inascoltati.
Ma è un fallimento politico a tutto campo rispetto al programma con cui si è presentato agli elettori lombardi ormai tre anni fa. La Macroregione, il 75% delle imposte trattenute sul territorio, la riduzione dell’Irpef regionale, l’azzeramento dell’Irap, la riforma delle autonomie, sono solo alcune delle promesse non mantenute da una amministrazione in difficoltà, che pare ormai impegnata solo a buttare al vento 40 milioni di euro per svolgere un referendum inutile.
Regione Lombardia è un ente complesso, con un bilancio da oltre 22 miliardi di euro, di cui 18 solo per la sanità. Non è possibile governarla senza una forte, autorevole e stabile guida politica. Continuare a fare finta che tutto vada bene in attesa del prossimo scandalo o della prossima indagine è un lusso che nessuno si può più permettere. Mesi fa abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti ma Maroni ha sempre negato ci fossero problemi. Gli episodi di cronaca giudiziaria lo riportano alla cruda realtà, stavolta ne deve trarre definitivamente le conseguenze. Per questo abbiamo chiesto le sue dimissioni e oggi abbiamo presentato la mozione di sfiducia.
Quello che emerge dagli atti della procura di Monza è un vero e proprio "sistema Lega" che purtroppo ha le sue radici proprio nella provincia di Varese. Tra gli arrestati insieme a Fabio Rizzi, che oltre ad essere consigliere regionale è vicesegretario della Lega Lombarda, Donato Castiglioni, ex responsabile organizzativo della Lega varesina, consigliere comunale a Carnago ed ex candidato alla segreteria provinciale leghista, Sandro Pignataro, ex consigliere comunale a Bregano e Mario Longo, responsabile odontoiatria per la Lega Nord.
Rimanendo a disposizione per eventuali richieste di chiarimenti o di intervento, vi saluto caramente,
Alessandro Alfieri
domenica 14 febbraio 2016
Unioni civili.
Difendo questo testo. Chiedo lealtà, niente manovre politiche
di Luigi Zanda - 12 febbraio 2016
Questa legge è un traguardo fermo, un paletto fisso, un punto di arrivo che durerà 30 anni. I contenuti del ddl Cirinnà, oggi così aspramente discussi in Aula e nel Paese, domani saranno un punto di unità trasversale che impedirà fughe in avanti di lobby, di frange politiche o di singole sentenze della giustizia ordinaria. È una mia convinzione culturale e politica: gli argini non si costruiscono non legiferando, ma con leggi equilibrate.
Nei giorni scorsi ho lanciato un appello alla lealtà e alla trasparenza. Questa legge è troppo importante perché, nel voto segreto, si riversino non valutazioni di merito ma manovre politiche che mettono nel mirino la maggioranza o il governo. Ho chiesto più volte di ridurre al minimo necessario i voti segreti. Io conosco la posizione di ogni singolo senatore pd, so a cosa diranno «sì» e a cosa diranno «no». So già chi non è d'accordo con l’articolo 5 o con parti di esso. Il Pd quindi non ha bisogno di sotterfugi, chiedo agli altri di fare altrettanto.
Questa è una buona legge. Penso si possa migliorare rendendo più efficace il divieto di ricorrere all'utero in affitto che comunque l'Italia, già con la legge 40, considera un reato.
È una legge che dà piena attuazione a una parte importante della nostra Costituzione e, lo ripeto, non prevede l’adozione per le coppie gay, la esclude. Prevede solo la stepchild, un istituto che interviene per dare continuità affettiva al figlio naturale del partner se l’altro genitore non c’è più. Diversi parlamentari la ritengono addirittura una specificazione superflua, perché molte sentenze hanno già concesso l'adozione in casi analoghi a quelli che ora vorremmo regolare con legge. Ricordo, tra l'altro, che dal 1983 l "adozione speciale" non esclude l'adozione anche da parte di un single, etero o omosessuale.
di Luigi Zanda - 12 febbraio 2016
Questa legge è un traguardo fermo, un paletto fisso, un punto di arrivo che durerà 30 anni. I contenuti del ddl Cirinnà, oggi così aspramente discussi in Aula e nel Paese, domani saranno un punto di unità trasversale che impedirà fughe in avanti di lobby, di frange politiche o di singole sentenze della giustizia ordinaria. È una mia convinzione culturale e politica: gli argini non si costruiscono non legiferando, ma con leggi equilibrate.
Nei giorni scorsi ho lanciato un appello alla lealtà e alla trasparenza. Questa legge è troppo importante perché, nel voto segreto, si riversino non valutazioni di merito ma manovre politiche che mettono nel mirino la maggioranza o il governo. Ho chiesto più volte di ridurre al minimo necessario i voti segreti. Io conosco la posizione di ogni singolo senatore pd, so a cosa diranno «sì» e a cosa diranno «no». So già chi non è d'accordo con l’articolo 5 o con parti di esso. Il Pd quindi non ha bisogno di sotterfugi, chiedo agli altri di fare altrettanto.
Questa è una buona legge. Penso si possa migliorare rendendo più efficace il divieto di ricorrere all'utero in affitto che comunque l'Italia, già con la legge 40, considera un reato.
È una legge che dà piena attuazione a una parte importante della nostra Costituzione e, lo ripeto, non prevede l’adozione per le coppie gay, la esclude. Prevede solo la stepchild, un istituto che interviene per dare continuità affettiva al figlio naturale del partner se l’altro genitore non c’è più. Diversi parlamentari la ritengono addirittura una specificazione superflua, perché molte sentenze hanno già concesso l'adozione in casi analoghi a quelli che ora vorremmo regolare con legge. Ricordo, tra l'altro, che dal 1983 l "adozione speciale" non esclude l'adozione anche da parte di un single, etero o omosessuale.
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Unioni civili: da martedì il voto sugli emendamenti
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Marcucci: Sfidiamoci in aula. Basta con rinvii
Lumia: Pd mantiene la rotta, dibattito sia trasparente
Finocchiaro: Tutti i no alla maternità surrogata
Lepri: "Le divisioni esistono. Ma parlare di una rottura è prematuro"
Fattorini: Ma la laicità è necessaria
Fedeli: "I vescovi non sono la Costituzione"
Russo: Da gruppo Pd solidarietà a Sergio Lo Giudice
Senatori Pd: Serve rispetto per idee e scelte private di Lo Giudice
Lo Giudice: "Basta ingerenze. Gasparri? Parole miserabili"
Puglisi: Approvazione legge realizza art. 3 della Costituzione
Pezzopane: Ostilità a stepchild non c'entra con interessi bimbi
Senatori Pd: Non per far stravincere il Pd ma per far vincere l'Italia
Cantini: Canguro extrema ratio, Pd vuole legge
Senatrici Pd: Serve dibattito su maternità surrogata
De Biasi: sono per tutti; uomini, donne, persone omosessuali
Maturani: Per non ripetere disastrosa esperienza legge 40
Idem: La legge Cirinnà deve passare, è il minimo sindacale
Pagliari: Invece di Stepchild riformiamo adozione
Verducci: Tenere insieme ddl e stepchild adoption è punto irrinunciabile
Dalla Zuanna: Importante emendamento che estende divieto utero in affitto
Senatrici Pd: Bene mozione contro maternità surrogata, ma emendamento resta
Manconi: Etica e desiderio, un conflitto simulato
Pegorer, Guerra: Bene adesione del gruppo a proposta Zanda
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Verducci: Tenere insieme ddl e stepchild adoption è punto irrinunciabile
Dalla Zuanna: Importante emendamento che estende divieto utero in affitto
Senatrici Pd: Bene mozione contro maternità surrogata, ma emendamento resta
Manconi: Etica e desiderio, un conflitto simulato
Pegorer, Guerra: Bene adesione del gruppo a proposta Zanda
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